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Cricetiadi 2010
Il resoconto


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 Cricetiadi On Air! Riduci

Clicca per ascoltare l'annuncio radio preparato per le Cricetiadi 2010
(realizzato da Mery Valentino per NRG COOP Società Cooperativa, va in onda su "Radio Italia Anni 60" e su "Punto Radio")

 

 


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 COME SI SCRIVE ROBOROV… Riduci

Come tutti sapete, una specie di criceti approdata nel nostro Paese in tempi abbastanza recenti si chiama criceto di Roborow… Roborovsk… Robo… Insomma, come diamine si scrive? A giudicare dalla molteplicità delle forme che si riscontrano in negozî, manuali e Internet, sembra difficile scegliere la forma giusta. Ve la suggeriamo noi: Roborovskij (coll’accento sulla terza “o”). Al termine di questo articolo, vi spiegheremo anche perché. Nel frattempo, consentiteci di tediarvi raccontandovi la storia di un signore che merita tutto il nostro rispetto.

Vsevólod Ivánovič Roboróvskij (in russo: Всеволод Иванович Роборовский), nato nel 1856 e passato a miglior vita nel 1910, fu un grande esploratore russo che partecipò alla terza (1879-1880) e alla quarta (1883-1885) spedizione di Prževal'skij [1] in Asia Centrale. Inoltre, nel 1889-1890 partí per il Tibet sotto la guida di Pevcov, viaggio durante il quale scoprí nuove rotte per il Tibet settentrionale ed altre zone dimenticate da Dio. Finalmente fu a capo di una spedizione nel 1893-1895, sempre in Tibet e zone limitrofe, durante la quale si spinse fino all’altezza di 4800 metri, scoprí laghi e altopiani laddove nessuno era mai giunto, e durante questa spedizione raccolse grandi collezioni zoologiche, botaniche e geologiche, tant'è che in Russia vi sono varie piante che portano il suo nome o per lo meno recano il suo nome come scopritore. Per inciso, la spedizione definí 30 punti astronomici e permise di disegnare sulla carta geografica della Siberia vaste aree fino ad allora ignote.

Ci sembrava doveroso accennare alle mille scoperte ed esperienze di grande rilievo che hanno caratterizzato Roborovskij, ma ora parliamo di quello che ci riguarda: il criceto che da lui prende il nome. Questa creaturina fu scoperta dall’esploratore nella sua missione del 1894, anche se è divenuta animale da compagnia solamente in tempi assai piú recenti. Roborovskij, con ogni probabilità, non la chiamò “criceto”, giacché il termine gli era verosimilmente ignoto. In ogni caso, la denominazione che ha preso in russo è “хомяк Роборовского” (“chomják Roboróvskogo”), ossia “criceto di Roborovskij”, al genitivo. La corretta traslitterazione dal russo, secondo i dettami del sistema cosiddetto scientifico applicato a livello mondiale dagli slavisti, è “Roborovskij”. Purtroppo, giornalisti e saggisti spesso sono ben informati nel loro settore, ma non hanno un’adeguata preparazione linguistica.

 

            Il nome scientifico dell’animaletto è Phodopus roborovskii: il primo termine, per convenzione, è maiuscolo mentre il secondo, per la stessa ragione, è minuscolo (con buona pace del buon Vsevolod Ivanovič). Inoltre, il nome russo è stato palesemente latinizzato, ponendolo peraltro nella forma del genitivo singolare in –i.

 

  Avendovi fornito la corretta versione sia in russo che in italiano di questo nome, è bene tuttavia accennare al fatto che, se dovete effettuare una ricerca per ottenere informazioni su questa specie di criceti, è d’uopo inserire nel motore di ricerca di Internet tutte le varie forme, giuste o sbagliate che siano, di questo nome: Roborovsky, Roborowsky, Roborovskii, etc. Alcuni siti non saranno stati scritti da linguisti, ma meritano di essere visitati.

 



[1] Non vi tediamo con una dettagliata descrizione di chi fosse quest’altro signore: non ha scoperto alcuna specie di criceto, quindi, che ce ne importa?


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