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Come iscriversi all'associazione - sabato 13 dicembre 2008

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 Gli eventi AIC Riduci

Cricetiadi 2010
Il resoconto


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 Cricetiadi On Air! Riduci

Clicca per ascoltare l'annuncio radio preparato per le Cricetiadi 2010
(realizzato da Mery Valentino per NRG COOP Società Cooperativa, va in onda su "Radio Italia Anni 60" e su "Punto Radio")

 

 


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 Il letargo del criceto Riduci

È risaputo che certe specie di mammiferi [1], quando le foglie prendono a cadere dagli alberi, la temperatura s’abbassa e il cibo si fa scarso, si rintanano in un qualche luogo tranquillo e “dormono” per qualche mese, pronti a destarsi quando le condizioni saranno piú benevole. Lo fanno gli orsi. Lo fanno i pipistrelli. Lo fanno i ghiri (proverbiale è il detto “dormire come un ghiro”). Ma quanti di voi sapevano che lo fanno anche i criceti? In queste righe vi racconteremo come e quando avviene di preciso questo fenomeno.

 

            Per la precisione, nel caso dei criceti è piú corretto parlare di “semiletargo”: il criceto non si addormenta per periodi di tempo lunghissimi ininterrottamente, bensí si fa qualche dormitina di alcuni giorni, intervallata da brevi risvegli durante i quali mangiucchia qualcosa. In natura il criceto, da bravo roditore, accumula incessantemente cibarie, che ripone con cura nelle sue dispense segrete, fino ad averne quantità straordinariamente elevate in proporzione alla propria mole. Si pensi che nelle tane di alcuni criceti dorati sono stati rinvenuti fino a 25 chili di cibarie! Ovviamente, viste le porzioni che suole ingerire un criceto, buona parte di queste scorte sono destinate a marcire o a rimanere nella tana anche quando il criceto non ci sarà piú, ma questa è un’altra storia.

 

            Dicevo, il criceto accumula, accumula… poi, quando la temperatura scende al di sotto degli 8 gradi centigradi, si rintana in una stanzetta della propria tana ed ha luogo il semiletargo. Le funzioni vitali del criceto rallentano fino al minimo fisiologico. Il battito del cuore è lento, la respirazione è lieve, la temperatura corporea è bassa. Come si diceva, ogni qualche giorno l’animale si risveglierà brevemente, ma la situazione non subirà particolari cambiamenti fino al sopraggiungere della primavera. A quel punto, assieme allo sbocciare dei fiori, riprenderanno vita e vigore miriadi di creature, affamate dopo la lunga sosta e desiderose di sfruttare le benevole condizioni per riprodursi e perpetuare cosí la specie.

 

            Questo è ciò che accade normalmente in natura. A questo punto, sorge spontanea una domanda: e i criceti domestici? Questo discorso ci riguarda in qualche modo? La risposta è: forse no, ma dipende…

 

            I nostri appartamenti dispongono di riscaldamento, pertanto l’animaletto potrebbe non avvertire mai l’arrivo dell’inverno. In effetti, la soglia indicativa di inizio del semiletargo è attorno agli 8°C, difficilmente qualcuno di noi è cosí taccagno o misero da tenere tanto bassa la temperatura. Insomma, probabilmente non si presenterà mai il problema. Tuttavia, qualche volta, a dispetto di tutto, il criceto decide di farsi una dormita ugualmente. Un caso tipico, quantunque paradossale, è quello del tardo inverno-inizio primavera, quando vengono spenti i termosifoni: l’animale avverte un calo di temperatura e lo interpreta come un segnale dell’incombere della stagione fredda, pertanto, anche se in effetti sta per giungere la stagione calda, va in letargo.

 

            È importante essere al corrente del problema: potrebbe capitarvi di vedere il cricetino rigido, immobile, in apparenza indifferente a qualsiasi stimolo, e si potrebbe essere indotti a ritenere che abbia intrapreso il viaggio “oltre il Ponte dell’Arcobaleno”. In questi casi, soprattutto se fino al giorno prima l’animale era vispo e vegeto, non affrettatevi a seppellirlo o a fargli il funerale! Potrebbe non essere nulla.

            Vi diamo un consiglio su come far uscire il criceto dallo stato di semiletargo. Evitate di sottoporlo a scossoni o altre “terapie d’urto”: forse lo sveglierete, ma gli provocherete certamente un trauma. La cosa migliore, in questi casi, è prendere (delicatamente) il criceto, porlo in una scatolina o altro contenitore e posarlo su un calorifero o altra fonte di calore (non troppo elevato, s’intende! Non lo state facendo arrosto!). Attendete un po’ di tempo, diciamo mezz’ora-una o due ore, e vedrete che, con ogni probabilità, l’animale si sveglierà, convinto che sia sopraggiunta la primavera. A quel punto non vi resta che ricollocarlo nel suo habitat, e magari fornirgli qualche piccola leccornia come premio.



[1] Lo so, lo so, anche certi rettili vanno in letargo… Ma qui parliamo di criceti, diamine! Non siate troppo pignoli…


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